Collocato al centro del Mediterraneo, il porto di Cagliari ricopre un ruolo di snodo commerciale e strategico fondamentale da oltre 3000 anni.
Dai ritrovamenti fatti in città ed in altri siti oltre il Mar Tirreno, appare evidente che già dal Neolitico, Cagliari dovesse essere sede di flussi di merci trasportate via mare, nonostante le tracce più precise dell’esistenza del porto di Cagliari risalgano al periodo fenicio-punico. La sua prima collocazione doveva essere all’interno della laguna di S. Gilla dove si potevano sfruttare acque calme e poco profonde.
Verso la fine del periodo fenicio-punico ed in epoca romana, in Sardegna si afferma la produzione cerealicola che coinvolge il porto di Cagliari in traffici commerciali sempre più intensi. Gli archeologi collocano il porto dell’età romana nella sua attuale posizione tra la Piazza del Carmine ed il Molo Darsena. In quest’area sono stati rinvenuti numerosi reperti risalenti all’epoca romana, vasi, anfore destinati al trasporto di alimenti, rovine di importanti edifici amministrativi o di culto, numerose rappresentazioni grafiche (mosaici, decorazioni di vasi, manoscritti) in cui si menzionano il porto di Cagliari e l’intenso traffico navale, principalmente di tipo commerciale, da cui veniva interessato.
Il porto di Cagliari continua a rivestire una sua importanza strategica anche nei secoli successivi. In epoca pisana subisce una riorganizzazione diventando sede di magazzini di deposito, degli uffici della dogana, di botteghe artigiane, locande e abitazioni delle maestranze. Contemporaneamente in questo periodo vengono elevate le mura a protezione dei quattro quartieri storici di Castello, Villanova, Stampace e la Marina che separano fisicamente il porto dal resto della città.
L'aspetto attuale del porto è quello deI primi del '900. Ha perso le mura che lo separavano dalla via San Francesco da Paola (attuale via Roma), ha perso il Palazzo di Sanità, nel molo omonimo, dove si effettuava un controllo su merci e animali per evitare contaminazioni, è stata allontanata la riva portuale dal quartiere della Marina ed è stato costruito il molo della Darsena. Ulteriori interventi come l’ampliamento del bacino di attracco sono stati realizzati nel corso della ricostruzione postbellica successiva alla Seconda Guerra Mondiale.
Fondato dai Fenici, lanciato dai Cartaginesi e fiorito con i Romani, il Porto di Cagliari ha da secoli la capacità distintiva di sapersi sviluppare e migliorare di continuo.
Negli ultimi decenni, il porto di Cagliari si è affermato come uno dei principali porti del Mediterraneo e con la dismissione del terminal marittimo del sale, sono state avviate altre attività che ne hanno fatto un terminal moderno multifunzione.
Collocato a poche miglia dalla direttrice Gibilterra-Suez, il porto di Cagliari viene attualmente interessato dai grandi traffici commerciali ed è uno dei poli per l'attività di transhipment del Mediterraneo occidentale. Vengono offerti servizi come la movimentazione di merci convenzionali, rinfuse, traffici Ro-Ro, merci containerizzate, cui si affiancano i servizi passeggeri, attività di pesca, turistica, nautica da diporto e crocieristica.
Con la Legge di Riordino in materia portuale n° 84 del 28 gennaio 1994, il porto di Cagliari, che ora ha un estensione sulla costa di circa 30 km, è passato sotto l’amministrazione dell’Autorità Portuale che ha avviato un’opera di razionalizzazione degli ampi spazi disponibili al fine di massimizzare lo sfruttamento delle enormi potenzialità funzionali che il porto di Cagliari possiede.
Progressivamente i traffici merci e passeggeri vengono trasferiti verso il Porto Canale, mentre il porto storico viene riconvertito in porto turistico con interventi di ristrutturazione che ne conferiscono maggior pregio estetico valorizzando la skyline della città.