Antichità
Ajaccio non viene menzionata dal geografo greco Tolomeo di Alessandria (II secolo d.C.), nonostante la presenza di una località chiamata Ourkinion nella zona circostante detta Cinarca. Ma, verosimilmente, è proprio in quest’epoca che il nucleo urbano di Ajaccio conosce una prima fase di sviluppo. Il Secondo secolo d.C. è un periodo di prosperità per il bacino del Mediterraneo (periodo della Pax Romana) ed è probabile che grazie all’intensificazione dei traffici commerciali nasca l’esigenza di realizzare un approdo sicuro per i grandi bastimenti in un golfo che da accesso alle grandi vallate dell’entroterra della regione (le importanti scoperte archeologiche sottomarine di relitti romani confermerebbero queste ipotesi).
Ulteriori scavi più recenti hanno permesso di scoprire importanti resti di insediamenti paleocristiani che consentono di rivalutare l’importanza dell’agglomerato aiaccino nella seconda parte dell’Età antica ed all’inizio del Medioevo. Inoltre, secondo una menzione di Papa Gregorio Magno del 591, Ajaccio era sede di una diocesi. In questa fase la città era situata più a nord rispetto alla localizzazione scelta più tardi dai Genovesi nell’area degli attuali quartieri di Castel Vecchio e Santa Lucia.
Età medioevale e genovese
A partire dal secolo VIII, Ajaccio, come la maggior parte delle altre comunità costiere della Corsica, conobbe un forte declino e fu quasi completamente abbandonata. Si hanno testimonianze, risalenti al 1492, della presenza di un castello e di una cattedrale che fu demolita nel 1748.
Alla fine del 1400, i Genovesi, desiderosi di affermare la loro dominazione nel sud dell’isola, decisero di rifondare la città. Tra i siti presi in considerazione (l’antica città fu scartata perché insalubre e troppo prossima allo Stagno delle Saline, parimenti la Punta della Parata fu ritenuta troppo esposta ai venti) si scelse di ricostruire la città alla Punta della Lechia.
I lavori di costruzione iniziarono nell’aprile del 1492. La città si sviluppò rapidamente e divenne la capitale amministrativa della provincia de “l’Al di là dei Monti” (all’incirca l’attuale Corsica del Sud), mentre Bastia era la capitale dell’isola.
Inizialmente popolata esclusivamente da Genovesi, Ajaccio ed i suoi abitanti si aprirono lentamente agli altri Corsi pur mantenendo, fino alla conquista da parte francese, sia dal punto di vista legale (gli Aiaccini erano legalmente cittadini genovesi) sia dal punto di vista dei rapporti, una certa distinzione dai “paesani” dell’isola, i quali abitavano principalmente il Borgu, un sobborgo situato fuori dai bastioni della città (l’attuale Rue Fesch ne era l’arteria principale).
L’annessione alla Francia
Occupata una prima volta dai Francesi dal 1553 al 1559, Ajaccio fu annessa definitivamente alla Francia nel 1769: dopo aver vinto contro l’esercito reale a Borgo nell’ottobre 1768, i patrioti corsi guidati da Pascal Paoli verranno sconfitti nel maggio 1769 a Ponte-Novu.
In seguito, la città verrà designata da Napoleone I, che ne era originario, capitale del dipartimento unico della Corsica a discapito di Bastia. Così nel corso dei secoli XIX e XX, Ajaccio recupererà il suo ritardo rispetto a quest’ultima divenendo la città col maggior numero di abitanti dell’’isola.
Nel corso del XIX secolo, Ajaccio diviene un’ambita meta invernale per gli esponenti dell’alta società dell’epoca, in particolare quella inglese, alla pari di Monaco, Cannes o Nizza. Risale a questo periodo l’edificazione di una chiesa anglicana.
Il primo bagno penale minorile fu costruito ad Ajaccio nel 1855: la colonia agricola di Sant’Antonio. Fino al 1866, anno della sua chiusura, vi soggiornarono circa 1200 minorenni provenienti da tutta la Francia di cui ne perirono 160 a causa delle pessime condizioni sanitarie del centro di reclusione e della malaria che infestava le zone che gli stessi reclusi dovevano bonificare.
Nel 1862, Ajaccio cede una parte del suo territorio, congiuntamente con Alata, al nuovo comune di Villanova.
Epoca contemporanea
Il 9 settembre 1943, Ajaccio si solleva con successo contro gli occupanti nazisti e diventa la prima città francese liberata dalla dominazione tedesca. L’8 ottobre del ’43, il Generale De Gaulle si reca ad Ajaccio e dichiara: “Sul campo dobbiamo prendere lezione dalla pagina di storia che la Corsica francese ha appena scritto. La Corsica ha la fortuna e l’onore di essere il primo pezzo libero di Francia; ciò che la Corsica ha saputo far venir fuori dai suoi sentimenti e dalla sua volontà, alla luce della sua liberazione, mostra che questi sono i sentimenti e la volontà della Nazione tutta intera”
Nel dopoguerra, Ajaccio conoscerà uno sviluppo notevole. La città imperiale avrà un incremento demografico e un’estensione urbana considerevoli.
Oggi, capitale della Corsica e principale agglomerato dell’isola, cerca di affermarsi come una vera metropoli regionale.