Dal mare alla città
Per chi giunga dal mare l’attuale stazione crocieristica permette di entrare in città direttamente da piazza Europa, progettata durante il periodo fascista e portata a conclusione solo nel 1960, dove convergono alcuni più importanti uffici cittadini. L’itinerario prevede quindi il Palazzo del Comune, la cattedrale, il Palazzo del Governo, la zona di piazza Verdi e del Torretto, via Chiodo e la piazza con il monumento di Santo Varni, per raggiungere infine il Museo Tecnico Navale e il Camec.
Dal lungomare, in corrispondenza dell’attacco del Molo Italia con la Passeggiata Morin, aperta al Golfo, si raggiunga dunque la piazza Europa, dominata dalla mole della cattedrale intitolata a Cristo Re dei Secoli e conclusa solo nel 1975, concepita da Adalberto Libera, suo progettista, come un grande anello. Proprio al fondo della piazza, sulla sinistra, si osservino la potente mole del Palazzo del Governo progettato ed edificato al seguito della istituzione della Provincia avvenuta nel 1923, e, di fronte a questo, su via Veneto, l’esuberante palazzo detto “il Grattacielo”, opera di Raffaello Bibbiani e Giorgio Guidugli, ottimi esempi degli esiti raggiunti in architettura alla Spezia nel periodo tra le due guerre. Questa zona, difatti, ha conosciuto grandi trasformazioni tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, come ben evidenzia nella vicina piazza Verdi il Palazzo delle Poste, progettato nel 1933 da Angiolo Mazzoni, dove all’interno della torre, nella parte sommitale, i vorticosi mosaici rappresentanti le Comunicazioni terrestri, marittime ed aree, opere di Fillia e Prampolini, sembrano celebrare la città futurista, il dinamismo e le conquiste tecniche.
Una breve digressione lungo via dei Colli, che parte proprio dal fianco sinistro del Palazzo delle Poste, permette di raggiungere il Conservatorio di Musica “Giacomo Puccini”, già villa Marmori, splendido esempio di dimora urbana progettata da Franco Oliva nel 1923.
Tornati su piazza Verdi, è possibile da un lato addentrarsi lungo via del Torretto nella città storica, giungendo rapidamente in piazza Sant’Agostino, dall’altro proseguire all’ombra dei portici ottocenteschi lungovia Chiodo, dai bei palazzi in gran parte ancora di gusto neoclassico. Sul lato mare, arretrato rispetto agli altri, a formare una piccola piazzetta, tra tutti spicca il palazzo della Fondazione Carispezia-Crédit Agricole, edificata attorno al 1845 dall’architetto Felice Orsolino per i marchesi da Passano, che ben presto lo trasformano in albergo.
Via Chiodo prosegue aprendosi ai Giardini, verso mare, dove nel cosiddetto Boschetto è il Palco della Musica, acquistato all’Esposizione Universale di Torino nel 1866. A destra, proseguendo, ecco via Prione, che taglia la città storica, e, quindi, Corso Cavour, elegante arteria cittadina di evidente impianto ottocentesco. Risalendola si arriva a piazza Beverini, dove è la chiesa di Santa Maria Assunta, e quindi alla Piazza dove nelle ore mattutine è l’animato mercato alimentare.
Al termine di via Chiodo, lasciandosi alla sinistra i Giardini con il monumento a Garibaldi di Antonio Garella, posto visivamente in corrispondenza proprio dell’attacco di Corso Cavour, si arriva alla piazza ancora intitolata a Domenico Chiodo, sulla quale si apre il prospetto principale dell’Arsenale Militare, separato dalla città dal canale Lagora che ne lambisce le mura difensive. Al centro della piazza è il monumento celebrativo a Domenico Chiodo, ideatore e promotore dell’Arsenale, dovuto al genovese Santo Varni e concluso, dopo lunga gestazione, solo nel 1874 per essere infine qui collocato nel 1878.
A fianco della Porta Principale dell’Arsenale è il Museo Tecnico Navale della Marina Militare, che espone un’interessantissima quanto ricca scelta di materiale, ordinato secondo criteri tanto tipologici che cronologici.
Lasciata piazza Chiodo, in pochi passi è possibile raggiungere piazza Cesare Battisti, dove si trova il Camec. Situato in piazza Cesare Battisti, il Centro per l’Arte Moderna e Contemporanea ospita opere delle raccolte civiche ed è sede di importanti mostre e di incontri, un grande laboratorio per la contemporaneità, aperto alle esposizioni temporanee, ai convegni e approfondimenti.




