Itinerario dalla Spezia alle Cinque Terre e alla Riviera spezzina
Le Cinque Terre con i borghi di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso si susseguono tra le rocce a picco sul mare in un paesaggio agrario costruito per sovrapposizioni verticali sorrette da muretti a secco. Pur restando più che mai valido il consiglio di utilizzare il treno, Riomaggiore è facilmente raggiungibile in auto tramite la strada litoranea che sale dalla Spezia con una magnifica vista sul Golfo, supera la galleria Biassa e segue il profilo dei terrazzamenti che scendono al mare.
Il borgo si sviluppa lungo il corso di un torrente con filari di case dai ripidi prospetti e dalle facciate colorate che risalgono i pendii delle colline. Il borgo si presenta con la sua alternanza di vicoli, portali, scale e carruggi voltati che si irradiano dalla principale Via Colombo che attraversa l’abitato con un susseguirsi di bar, negozi e ristoranti e, in breve, permette di raggiungere l’oratorio di Santa Maria Assunta o dei Disciplinanti (XVI secolo). All’interno, sull’altare, possiamo vedere un trittico con la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni e Francesco e una statua lignea, conosciuta come la Madonna delle catene la cui denominazione va messa in relazione alle incursioni piratesche che costringevano gli abitanti a riscattare le persone rapite. A circa metà della via, invece, un carruggio sale sino alla piazza dove si trova la chiesa di San Giovanni Battista, fatta costruire dal Vescovo di Luni nel 1340. La struttura, con un bel rosone di marmo bianco, è a tre navate e conserva pregevoli opere d’arte tra cui un trittico raffigurante la Madonna con il bambino e i Santi Sebastiano e Rocco attribuito al Maestro delle Cinque Terre e un’ancona marmorea decorata al centro con la Madonna col bambino e ai lati i Santi Giovanni Battista e Francesco. Una scalinata conduce al palazzo del Comune, facilmente identificabile grazie ai murales di colore azzurro dipinti sulla facciata del pittore argentino Silvio Di Benedetto.
Continuando a salire, si raggiunge il castello la cui costruzione si deve al marchese Turcotti, signore di Ripalta, frazione di Borghetto di Vara. La fortificazione, di forma quadrata, con le mura sormontate da due torri circolari e una grande terrazza da cui si osserva il mare e il borgo sottostante, oggi è utilizzata per attività didattiche, convegni ed eventi. Ai piedi del castello, si vede l’oratorio di San Rocco, con l’ingresso coperto da una piccola loggia, costruito in seguito alla pestilenza del 1480.
Manarola è un luogo di straordinaria bellezza con le case che sembrano nascere direttamente dalla scogliera lungo la marina. Una delle vie principali è dedicata al pittore Antonio Discovolo che aveva scelto questi luoghi come fonte di ispirazione. Il percorso, frequentato da turisti e animato di locali, negozi e attività commerciali, conduce alla chiesa di San Lorenzo (prima metà del 1300, decorata con un magnifico rosone di marmo bianco che spicca sulla facciata di conci di arenaria. L’interno a tre navate è impreziosito da due opere particolarmente significative del Maestro delle Cinque Terre: un trittico decorato con i Santi Lorenzo, Antonio Abate e Bernardo e il polittico raffigurante la Madonna con il bambino e i Santi, di notevole fattura per la resa pittorica.
Si consiglia di fare attenzione ai murales, ai mosaici e alle maioliche che, a Riomaggiore e Manarola, decorano facciate, edifici pubblici, scuole, piazze e la galleria di collegamento tra i due borghi. Creati dall’artista argentino Silvio Benedetto e dai suoi collaboratori, sono dedicati alla fatica di uomini e donne, contadini e pescatori che hanno costruito e difeso nel tempo il territorio delle Cinque Terre.
Vernazza si raccoglie intorno ad un’insenatura quasi lambita dalle onde, la chiesa di Santa Margherita di Antiochia, costruita agli inizi del XIV secolo in stile gotico-ligure a pianta basilicale suddivisa in tre navate. Sulla sommità del promontorio che domina il paese vediamo il castello Doria con la torre, eretto intorno alla meta dell’XI secolo dagli Obertenghi che avevano capito subito l’importanza dello scalo. Il borgo attira, quindi, gli interessi del Vescovo di Luni, dei Da Passano, dei Fieschi, dei Pisani per passare poi stabilmente sotto Genova che considera il porticciolo strategico per il commercio di olio e vino. Il borgo diventa così davvero inaccessibile sia per la posizione soprelevata del castello a picco sul mare sia per la struttura fortificata chiusa da mura e con torri di avvistamento. L’impianto difensivo in parte è ancora leggibile. Infatti, raggiungendo il castello e ancor di più se saliamo in cima alla torre, possiamo beneficiare di un punto di osservazione ideale per rintracciare le mura che corrono dietro al Comune che ha sede all’interno del Convento seicentesco dei Padri Riformati di San Francesco e i resti delle antiche torri, alcune compromesse dal tempo, altre inglobate nelle abitazioni e altre ancora integre come il bastione quadrangolare detto Belforte all'imboccatura del porticciolo.
Tra Manarola e Vernazza, si trova Corniglia, costruita sulla sommità di un’alta scogliera a picco sul mare. Il borgo dalla stazione ferroviaria si raggiunge a piedi attraverso una scalinata di mattoni con 377 gradini. Il paese i sviluppa lungo un asse principale che parte idealmente dalla chiesa di San Pietro. L’edificio religioso, costruito nel 1334, è un eccellente esempio di stile gotico ligure, profilato da archetti pensili e decorato secondo il repertorio figurativo medioevale, soprattutto, intorno al portale, sormontato da una lunetta in cui è inserita la statua di San Pietro, identificabile dall’attributo delle chiavi, con due fedeli inginocchiati ai suoi piedi. La facciata è impreziosita da un raffinato rosone di marmo bianco di Carrara, con al centro un cervo, simbolo araldico del borgo, opera realizzata nel 1351 dai maestri pistoiesi Matteo e Pietro da Campiglio. L’interno, invece, risente profondamente degli interventi di età barocca con gli altari policromi, le colonne tortili, i soffitti affrescati. Colpiscono, inoltre, le numerose opere di Prospero Luxardo (1605-1634) artista nato a Corniglia, ad esempio, Il Redentore, la Vergine e i Santi, San Matteo, l’Ascensione e la Pentecoste e, infine, la Natività e la Visitazione. Usciti dalla chiesa e proseguendo il cammino lungo il carruggio principale si raggiunge il Belvedere di Santa Maria che offre un’impedibile vista sul mare.
Monterosso al Mare si affaccia su un ampio litorale sabbioso che poi cede il passo a Punta Mesco, un promontorio, che scende al mare ricoperto di macchia mediterranea e attraversato da sentieri escursionistici che portano a Levanto. Se prendiamo la Stazione come punto di partenza, a destra si trova Fegina, una vivace frazione con locali, enoteche e la sua spiaggia bianca, protetta dalla statua del “Gigante”, simbolo di Monterosso. Quest’opera è una scultura di cemento armato di 170 tonnellate, alta 14 mt., raffigurante Nettuno che sorregge sulle spalle una terrazza a forma di conchiglia, realizzata da Arrigo Minerbi agli inizi del ’900 come elemento decorativo di Villa Pastine. A poca distanza, possiamo vedere, ma solo dall’esterno perché è un’abitazione privata, Villa Montale, circondata da un giardino di palme. Qui trascorreva le estati dell’infanzia il poeta Eugenio Montale (1896-1981), premio Nobel per la letteratura nel 1975. Se, invece, procediamo verso sinistra, percorrendo la strada lungomare, si raggiunge il centro storico di Monterosso. Dopo aver superato una galleria, affiancata dalla cinquecentesca Torre Aurora, si arriva ad una piazza, affacciata sulla spiaggia, da cui si irradiano i carruggi animati di locali e negozi. Si nota subito il campanile, nato come torre quadrata di avvistamento che ci guida sino alla chiesa di San Giovanni Battista, costruita tra il 1282 e il 1307. Cattura l’attenzione la sua facciata bicroma, il maestoso rosone e la lunetta affrescata. A fianco della chiesa, si vede l’Oratorio dei Neri, un tempo sede della confraternita mortis et orationis, decorato con immagini spettrali per ricordare la fugacità della vita. Proseguendo lungo Via Gioberti si arriva all’Oratorio di Santa Croce o dei Bianchi, riccamente decorato con stucchi e affreschi. Una passeggiata panoramica conduce al Convento dei Frati Cappuccini, sul promontorio di San Cristoforo dove si trova la chiesa di San Francesco, un vero museo di arte sacra. All’interno, infatti, tra le molteplici opere, si può ammirare la Crocifissione, attribuita a Van Dyck, anche se recenti studi ipotizzano che l’autore sia Guido Reni (XVII secolo), Il San Gerolamo penitente di Luca Cambiaso (1527-1575) e Cristo schernito di Bernardo Castello (1557-1629).
Levanto, Bonassola, Framura e Deiva Marina, affacciati su insenature addossate alle colline, permettono di apprezzare pienamente i tratti distintivi del paesaggio ligure con i palazzi dalla facciate dipinte, le piccole piazze, i tipici vicoli stretti, i giardini, le torri saracene, le barche a riva, il tutto avvolto in una luce mediterranea anche in inverno.
Levanto è una cittadina in cui le testimonianze del passato convivono con i cambiamenti della storia recente. Un esempio significativo è dato dalla passeggiata a mare della Pietra che conduce al porticciolo dei pescatori, costellata di ville liberty ma dominata dall’antico castello dei Malaspina. A poca distanza si trova, la chiesa di Sant’Andrea, con la facciata a fasce orizzontali di marmo bianco di Carrara e pietra verde locale che custodisce veri tesori come, ad esempio, il dipinto la Madonna col bambino e i Santi Bartolomeo e Bernardo di Antonio da Carpena in cui il Santo tiene alla catena un diavolo terrifico. Nel centro storico, vicino ai giardini, si trova la loggia, un edificio d’epoca tardo medioevale, e i resti del porto-canale medievale, con la darsena, le residenze dei mercanti, i magazzini e tratti delle mura. A poca distanza vediamo l’ex convento degli Agostiniani, edificato alla fine del ’500 dagli eremiti di Punta Mesco trasferiti a Levanto, nella zona della Porta dell’Acqua oggi, ostello e sede espositiva della Mostra permanente della Cultura materiale. In via Garibaldi, ci accolgono sorridenti figure a mezzo busto, dette "Grottesche", create dalla mano di un ignoto pittore del XVI secolo all’interno di archetti pensili in corrispondenza della fascia marcapiano di un antico edificio. Tra i vicoli incontriamo il tardo cinquecentesco oratorio di San Giacomo, sede della più antica confraternita di Levanto di cui si hanno notizie a partire dagli inizi del 1400. Più solitaria, lungo la strada che risale la collina in direzione di Bonassola, notiamo la chiesa e il convento francescano dell’Annunziata, edificati a metà del 1400. Il complesso custodisce veri tesori, in modo particolare il Miracolo di San Diego di Bernardo Strozzi, la Cena in Emmaus di Giovan Battista Casoni (1610-1686) e lo straordinario San Giorgio uccide il drago di Pier Francesco Sacchi (1485-1528).
Bonassola è un antico scalo vocato alle attività marinare e al commercio di vino, olio e castagne. Il borgo inizialmente era addossato alla collina ma verso il ’500 comincia la sua espansione verso il mare e nel corso del ’700 molti palazzi signorili vengono costruiti lungo la linea di costa. Alle spalle dell’abitato, dopo l’incursione piratesca del 1560, viene edificato il castello dalla forma quadrata e con torri angolari.
Nel 1963 lo spostamento a monte della ferrovia ha, in parte, alterato la struttura che oggi ospita mostre e incontri culturali. Di fronte al mare vediamo l’oratorio di Sant’Erasmo e, alle sue spalle, la chiesa di Santa Caterina consacrata l'8 luglio 1668 dal Vescovo Giovanni Battista Spinola. La facciata dalle linee essenziali contrasta con la ricchezza della decorazione interna e la presenza di notevoli testimonianze artistiche: argenti, paliotti di altare, collezione di ex voto, tele e sculture lignee di pregio come la cassa processionale della Madonna del Rosario, opera di Anton Maria Maragliano e dei suoi allievi. Sempre attribuito al Maragliano vediamo lo straordinario gruppo scultorio, appena restaurato, che raffigura Gesù nell’orto dei Getsemani, poco prima di essere tradito da Giuda sul Monte degli Ulivi. Tra le opere pittoriche merita attenzione l’Adorazione dei pastori di Giovan Battista Carlone (1603-1683), il San Francesco penitente di Bernardo Strozzi (1587-1644) e il concitato Martirio di Santa Caterina di Alessandria di Pietro Costa (1756-1798). Prima di uscire osserviamo l'organo, costruito dalla ditta dei Fratelli Lingiardi nel 1854 e il dipinto Le dolenti ai piedi della croce di Antonio Discovolo (1874-1956) che colpisce per la drammaticità della scena. Le vie e le piazze del borgo sono caratterizzate da Palazzi sei-settecenteschi in stile genovese. Camminando incontriamo la cosiddetta casa del cartografo genovese Matteo Vinzoni (1690-1773), il Palazzo Paganetto, con il loggiato e la facciata decorata con figure grottesche, mensole dipinte con foglia di acanto, disegni di ancore, sciabole e festoni, il Palazzo Farina dalla facciata dipinta e con una lunga balaustra in marmo bianco e il Palazzo Saporiti-Paganetto, con ampie finestre e la citazione di un verso dell’Eneide sull’architrave del portale: nulli certa domus.
Raggiunto il palazzo del comune, nella Sala Consiliare possiamo visitare la Pinacoteca che espone numerose opere pittoriche di famosi artisti. Un ruolo di primo piano spetta al bel dipinto La primavera di Antonio Discovolo, artista che aveva scelto Bonassola come luogo dell’anima trasformando la sua casa in un cenacolo di letterati, scrittori e musicisti di fama internazionale. Ritornando verso la spiaggia, la strada panoramica che segue il profilo della costa, conduce alla Madonnina della Punta, una cappella a picco sul mare molto suggestiva anche come punto panoramico. Da qui è possibile abbracciare con lo sguardo tutto l’orizzonte, le Cinque Terre, la Riviera spezzina fino all’area protetta di Portofino. Accanto alla chiesetta, all’interno di Villa Peverati si trova l’Orto Botanico, visitabile su prenotazione, ricco di piante autoctone ed esotiche provenienti da diverse parti del mondo variamente distribuiti lungo la collina secondo specifici itinerari.
Framura si trova tra Bonassola e Deiva Marina ed è formata da varie frazioni che dal mare risalgono la collina. Dalla stazione e dalla spiaggia Torsei un percorso di collegamento conduce ad Anzo. La via principale porta alla chiesa di Nostra Signora della Neve, decorata in stile neogotico che conserva opere di sicuro interesse come Il Cristo alla Colonna (fine del XVI secolo), Cristo e la Veronica (XVIII secolo) e La Madonna con Bambino San Giovanni Battista e San Sebastiano (XVII secolo). In prossimità della strada si trova la torre di avvistamento costruita nel XV secolo per scopi difensivi come suggerisce la porta di accesso rialzata e raggiungibile con una scala che poteva essere rimossa in caso di pericolo. Riprendendo il cammino si raggiunge Ravecca che si sviluppa lungo un carruggio centrale su cui si affacciano i palazzi e la cappella privata dei Santi Bernardo e Pasquale. Continuando il percorso, si arriva a Setta, oggi sede comunale, la cui forma a raggiera e la disposizione dei terrazzamenti seguono l’orografia del terreno. Dalla strada, una breve scalinata conduce a una piazzetta dall’atmosfera accogliente con tavolini all’aperto, piccoli negozi di orto-frutta, oggettistica e giornali mentre intorno si vedono le case alte e strette, una grande torre genovese del XV secolo e la chiesa di San Rocco preceduta da un ampio sagrato. L’ultima frazione è Costa posta all’incrocio di un’antica strada che collega Levanto e Deiva Marina. Subito si nota la chiesa di San Martino a pianta basilicale a tre navate scandite da due serie di quattro pilastri. All'interno possiamo ammirare uno dei capolavori di Bernardo Strozzi La Madonna del Rosario con i SS. Domenico e Carlo Borromeo e un pulpito di marmo policromo di età barocca che secondo la tradizione era stato realizzato per la Cattedrale di San Lorenzo a Genova. Di fronte alla chiesa, si trova la torre di epoca carolingia a pianta quadrata, formata da grandi blocchi irregolari con volte a crociera nel piano inferiore. La struttura, nata come torre isolata di guardia o di osservazione ed è un mirabile esempio di architettura militare. Intorno al 1000-1100 alla torre viene addossata la chiesa di San Martino con l’aggiunta di opere murarie di collegamento che nel corso del XV-XVI secolo vengono rimosse. Dalla piazza centrale, alcuni scalini conducono all'oratorio dedicato alla SS. Annunziata e a San Giovanni Battista con il sagrato che regala un panorama straordinario su tutta la costa. Dalla piazza una strada in discesa conduce all’antico ospitale, opera di Giuliano de Dugo, risalente al 27 dicembre 1400, come ricorda l’antica iscrizione sulla facciata. Intorno si estende l'area protetta del Monte Serro e attraverso agevoli sentieri, si possono raggiungere le frazioni sottostanti. Se invece, riprendiamo la strada, si arriva a Castagnola, un piccolo borgo immerso in un paesaggio quasi montano. Isolata e in posizione sopraelevata rispetto all’abitato, si scorge la chiesa di San Lorenzo, edificata nella seconda metà dell’Ottocento. L’edificio in stile neoclassico, posto davanti a un sagrato alberato, è formato da un’unica navata illuminata da vetrate policrome. Sopra l’altare policromo, circondato dal coro ligneo, è posto un crocifisso, probabilmente opera della bottega del Maragliano mentre sul alto sinistro è esposto un dipinto di grande rilevanza, La Deposizione, datata 1575, opera del periodo della piena maturità dell’artista Luca Cambiaso (1527-1585).
Deiva Marina è l’ultimo comune della provincia spezzina, la cittadina successiva, Moneglia è già in territorio genovese. Il borgo inizialmente feudo dei Da Passano, si sviluppa nel corso del Medioevo in seguito allo spostamento degli insediamenti collinari verso la vallata. Per motivi di sicurezza, l’abitato viene posto in posizione arretrata rispetto alla linea di costa e difeso da torri di guardia che comunicavano con segnali a vista e fuochi notturni. Alla Marina, infatti, sono ancora visibili i resti di una torre circolare mentre, in prossimità del centro storico, di fronte alla chiesa di S. Antonio, si trova in ottimo stato di conservazione la torre saracena, di forma quadrata risalente al XIV secolo, oggi utilizzata per mostre ed eventi. Le fonti attestano, a partire dal XII secolo, l’esistenza di uno scalo funzionale alle attività commerciali. Il quartiere della Marina si presenta con locali, negozi e alberghi affacciati sull’ampia passeggiata lungomare, sopraelevata rispetto al litorale sabbioso mentre, a poca distanza, il centro storico è celato dalla chiesa barocca di Sant’Antonio abate costruita nel 1739. Il viale alberato che scorre parallelo al torrente Deiva, caratterizzato da campeggi e spazi attrezzati per la ricettività all’aria aperta, permette di raggiungere le altre frazioni – Mezzema, Piazza, Piani della Madonna, Passano – per lo più, collocate lungo la strada principale.
Cinque Terre
Riomaggiore
Castello e Chiesa di S. Giovanni Battista: IAT Parco Nazionale Cinque Terre
Tel. 0187-920633 - accoglienzariomaggiore@parconazionale5terre.it
Manarola
Chiesa di S. Lorenzo: IAT di Manarola Tel. 0187-760511
accoglienzamanarola@parconazionale5terre.it
Corniglia
Chiesa di S. Pietro: IAT di Corniglia Tel. 0187-812523
accoglienzacorniglia@parconazionale5terre.it
Vernazza
Torre del castello e Chiesa di S. Margherita di Antiochia:
IAT di Vernazza Tel. 0187-812533 - accoglienzavernazza@parconazionale5terre.it
Monterosso al Mare
Santuario di Soviore: Tel. 0187-817385 - info@soviore.it
Chiesa di S. Giovanni Battista, Statua del gigante, Convento e Chiesa dei Cappuccini:
IAT di Monterosso Tel. 0187-817059 - accoglienzamonterosso@parconazionale5terre.it
Riviera spezzina
Levanto
Loggia medioevale, Chiesa di S. Andrea, Santuario della SS. Annunziata,
Mostra permanente della Cultura Materiale: IAT di Levanto Tel. 0187-808125
Bonassola
Castello, Chiesa di S. Caterina, Chiesa della Madonnina della Punta, Orto Botanico:
IAT Pro Loco Tel. 0187-813500 - info@prolocobonassola.it
Framura - Costa - Setta - Anzio
Torri di avvistamento e Chiese: IAT Tel. 0187-823053 - iat@comune.framura.sp.it
Deiva Marina
Torri di avvistamento, Chiesa di S. Antonio: IAT Tel. 0187-815858 -ufficioturistico@comune.deivamarina.sp.it




