Porto Venere, Chiesa di San Pietro. Foto di S. Cipriani

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Itinerario dalla Spezia a Porto Venere, sito Unesco

Costeggiando il Golfo, verso ponente, superata Marola e Cadimare, frazioni del Comune della Spezia, si incontra Fezzano, un tipico abitato ligure vocato al turismo ed alla nautica da diporto anche grazie alla presenza di cantieri di antica tradizione e di un porticciolo attrezzato con numerosi posti barca su pontili galleggianti. La chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel 1740 a unica navata, è decorata con altari barocchi, numerosi dipinti di Giuseppe Tori (XVIII secolo) e un prezioso organo del genovese Luigi Ciurlo. Nel centro dell’abitato, si trova l’antica dimora della famiglia genovese Cattaneo stanziatasi qui nel XV secolo, dove visse la bellissima Simonetta che ispirò il Botticelli nella realizzazione della figura femminile protagonista del noto dipinto la Nascita di Venere.

Proseguendo lungo la strada, si arriva alle Grazie, un piccolo centro con le case che guardano il mare, il Santuario dedicato alla Madonna delle Grazie e l’Area Archeologica della villa romana del Varignano. Si tratta di una villa di età romana particolarmente significativa e abitata per diversi secoli. Questa abitazione signorile, costruita nel corso del II sec. a.C. a ridosso di una collina soleggiata, viene subito dotata di un approdo per gli spostamenti, l’approvvigionamento e lo scambio di merci e prodotti agricoli. Nel secolo successivo subisce una profonda ristrutturazione che porta a differenziare nettamente la parte residenziale con ambienti di pregio e pavimenti a mosaico dalla zona dedicata alle attività rurali di cui resta ben visibile il quartiere dei torchi oleari. Poi, verso la fine del I sec. d.C. viene costruita la parte termale e la grande cisterna, magnificamente ristrutturata e visitabile al suo interno. La struttura abitativa continua ad essere utilizzata sino al VI sec. d.C., poi subisce un lento e progressivo abbandono sino a quando, nel corso del 1300, entra a far parte dei possedimenti dei Monaci Olivetani che nel frattempo si sono stanziati nel monastero costruito a fianco del Santuario delle Grazie.

Proseguendo il percorso, in pochi minuti, si arriva a Porto Venere che ci accoglie con le sue case torri dalle facciate colorate schierate sul mare di fronte all’Isola Palmaria, al Tino e al Tinetto. Il borgo un tempo era difeso da porte e da mura come testimonia il portale di accesso che ci introduce nel cuore dell’abitato. Percorrendo la via pedonale stretta tra le abitazioni, i negozi e i locali, incontriamo scale che scendono al mare e scale che salgono alla chiesa di S. Lorenzo, vero museo di arte sacra, e al castello Doria, antica struttura difensiva, aperta al pubblico, che domina dall’alto tutto il borgo. Dal piazzale del castello, lasciandoci alle spalle ciò che resta di due imponenti mulini a vento, si scende sino alla grotta Byron, dedicata al poeta inglese che, secondo la leggenda, era solito attraversare a nuoto il Golfo da Lerici a Porto Venere. Di fronte a noi, la chiesa di S. Pietro, edificata su uno sperone roccioso a picco sul mare, con architetture che suggeriscono atmosfere gotiche, è un’immagine che resta indelebile nella memoria e la cui visita tocca corde profonde del’animo di ciascuno. Dalla calata, traghetti o imbarcazioni che svolgono servizio taxi via mare, raggiungono l’Isola Palmaria, un vero paradiso naturalistico con una ricca vegetazione che scende gradatamente verso il mare lungo il versante orientale, mentre il versante sud-occidentale è caratterizzato da alte falesie. La Palmaria è stata un importante presidio militare, di cui restano significative attestazioni come il Forte Cavour, sulla sommità dell’isola, la Batteria del Semaforo e la Batteria Umberto I, una struttura ottocentesca, inserita nel sistema delle fortificazioni militari del Golfo, che ospita convegni, eventi e mostre.

Itinerary type: 
Culture

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